Massimo Manzali




Massimo Manzali ha studiato Lettere e Filosofia - DAMS arte. Lavora nel sociale da vent'anni (devianze minorili, tossicodipendenze, bassa soglia).

Nel 2009 ha partecipato alla 24 hour Italy comics, durante la quale i suoi disegni sono stati selezionati per la mostra allestita in occasione del Future Film Festival 2010.
Nel 2010  ha esposto presso il Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro nell'ambito della mostra Frigidaire 1980-2010, 30 anni di Arte Maivista. Sempre nel 2010 ha prestato i suoi disegni alla realizzazione di serate di electro reading - composizione di musica e immagini - dal titolo Diario di un operatore di merda.
Ha pubblicato diverse illustrazioni su "Piazza Grande",  giornale dell'Associazione dei senza fissa dimora di Bologna.
Una personale nel 2004: In your head, selezione di opere realizzate con pastelli e olio su carta e tela.

E' nato nel 1968 a Bologna, dove attualmente vive e lavora.
Info: maximanz@gmail.com

2011

Alla galleria Ram i microracconti notturni di Manzali
L'ecolalia è un disturbo psichico che si manifesta con ripetizioni e accumuli di parole. Nel caso del disegnatore Massimo Manzali, bolognese, indica il titolo della sua mostra che si inaugura oggi alle 18.30 al Ram Hotel di Via San Valentino 11 F. All'ecolalia si ispira anche la sua metodologia nel disegno, un accumulo di segni che diventano talmente densi e spessi da ramificarsi in significati molteplici e complessi. Un divisionismo al contrario: più ci si avvicina ai mostri (noi) che disegna e più scopriamo tante storie, microracconti mischiati fra le righe, dove si possono rintracciare suggestioni salgariane, notturni metropolitani anni 40, espressionismo tedesco. Massimo Manzali ha un segno colto, proveniente da letture molteplici. Eppure è autodidatta, ha spesso abbandonato e ripreso la passione per il disegno (rivelando in questa discontinuità un talento non comune). Solo di recente ha iniziato a fissare con cadenza quasi quotidiana immagini e suggestioni su taccuini e quaderni. Una mano ferma segna la pagina direttamente con una biro o più spesso con pennarelli. Manzali lavora nel sociale da vent'anni: questo elemento ispira una piccola polemica nei confronti dei tanti autori che utilizzano tematiche tratte dalla devianza, ad effetto, per dare espressione laddove mancano forse le idee. «Una storia, a prescindere dalla metodologia narrativa, deve essere sincera, resistere alla tentazione di fare cronaca o blanda autobiografia», sostiene Manzali. Alla rappresentazione ad effetto del freak e del morboso di molti autori (senza avere una reale esperienza di ciò di cui stanno trattando), Manzali preferisce ispirarsi all'ironia e all'onirico. «Mi piacerebbe poter costruire qualcosa ispirato al primo Novecento, al fantastico e al labirintico di autori come Borges. Una aspirazione che spero non venga vista come immodesta». FEDERICO MASCAGNI
26 November 2011













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